5 Cose da sapere sulla foto del lago “ghiacciato”

Valentina, il 6 gennaio, decide di postare su “VIVI CIOCIARIA”, un gruppo su Facebook, con oltre 35mila utenti, gestito dall’omonima Associazione Culturale, uno scatto realizzato in modalità infrarosso, a maggio, a Posta Fibreno.

Come tanti altri appassionati di fotografia, specifica nel post il luogo, la data e la modalità di scatto e contrariamente alle sue aspettative la foto diventa virale e probabilmente più di qualche utente distratto, sorvolando sulla descrizione, ha pensato che il lago si fosse ghiacciato.

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Ma una notizia un po’ originale– cantava De André- non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca” così più di qualcuno decide di scaricare e ripostare lo scatto senza chiedere il permesso all’autrice e affermando che fosse una prova delle basse temperature di questi giorni.

La foto non mostra nulla di tutto questo per il semplice fatto che i salici sono ricoperti di foglie che in autunno cadono e la loro presenza sarebbe impossibile la mattina del 6 gennaio, ma non è un falso. Lo sono, invece, le descrizioni che circolano.

E’ “semplicemente” una foto infrarosso ma ciò non vuol dire che perde la sua bellezza e la nostra meraviglia nel guardarla. Ad occhio nudo noi siamo in grado di vedere la luce costituita da emissioni con una lunghezza d’onda compresa tra i 400(viola) e i 750nanometri (rosso), dopo i 750nm c’è la radiazione infrarossa e oggi con particolari filtri si possono scattare foto anche a 1350nm. Sebbene dagli anni 30 la si possa fotografare, in pochi hanno visto scatti di questo tipo, perché negli ultimi 90 anni è stata usata per la fotografia aerea, il restauro dei dipinti e in medicina: servivano macchinari e pellicole con costi più alti rispetto ad oggi.

Lo scatto è stato realizzato con una Nikon d70 modificata con filtro ir 720nm + obiettivo Nikon AF-S DX 16-85 f/3.5 – 5.6 e questo è il risultato dopo aver effettuato il bilanciamento del bianco e lo swap dei canali da un file Raw

Questa è una foto storica. Lo è perché mette in chiaro tutti i nostri limiti nel saper approcciare con i contenuti e le notizie, che costantemente riceviamo dai social e con cui dobbiamo fare i conti, perché se in questa vicenda non è successo nulla di grave pensate a tutte le altre in cui vengono diffusi contenuti falsi, decontestualizzati o alterati con lo scopo di alimentare la disinformazione e nessuno si prende la briga di verificare ciò che vede e legge.

Ricapitolando

  1. La foto è di Valentina Trippini;
  2. La foto non è un falso;
  3. La foto non mostra il lago ghiacciato;
  4. La foto è stata scattata in modalità infrarosso;
  5. La foto è spettacolare perché ci mostra il mondo con occhi diversi.
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