Vero o falso? Come scoprirlo con una foto

Ogni tanto capita che la mia home passi dal mostrarmi solo foto di carbonare e gattini al tempestarmi di post con le fotografie di guerra, spesso sono le stesse e alcune volte vengono utilizzate a distanza di tempo come “prova” di attacco, un bombardamento o un massacro di civili e viene, forse, naturale chiedersi se sia o meno una fake news quella che si sta leggendo, per questo conviene sempre verificare e poi condividere.

La verifica delle informazioni, in un flusso così veloce, come quello dei social, non  è semplice e si corre il rischio di credere a notizie del tutto inventate o errate, non perché siamo creduloni, almeno non tutti, ma per la nostra tendenza culturale a fidarci di ciò che leggiamo perché abituati ad un’informazione fatta da professionisti, di parte, forse, professionisti di sicuro.

Capiamoci non bisogna essere dei giornalisti, laureati in scienze della comunicazione o esperti del settore per capire se una foto e la notizia collegata siano vere o false, alcune cose le possono fare anche i comuni mortali che non sanno se il dialetto usato nel video corrisponde effettivamente al dialetto parlato in quell’area geografica.

La fonte è attendibile?

Vediamo sul profilo di Mario Rossi questa foto accompagnata dalla didascalia “In questo momento i soldati americani stanno liberando la città di Homs dall’ISIS, grandi ragazzi! Siete i nostri eroi”

The-Hurt-Locker-movie-still-the-hurt-locker-16265246-1920-1080.jpgOra, Mario Rossi è il nostro compagno di tressette al bar, di lui ci fidiamo moltissimo, altrimenti non ci giocheremmo le bevute al bar e sappiamo tutta la sua vita ma non per questo possiamo ritenerlo oggettivamente attendibile, lo è per noi, sua madre e pochi altri. Una fonte attendibile è un canale d’informazione ampiamente riconosciuto e con una reputazione digitale. Non deve essere per forza un quotidiano nazionale o un’emittente televisiva, può essere anche un blog di settore o una persona che da anni produce informazioni sul tema e ha una sua credibilità.

Ne parla qualcun’altro?

Mario Rossi è una fonte tendenzialmente attendibile, insomma, al bar non ha mai raccontato di aver pescato un tonno più grande del bancone del locale però è l’unico dei nostri conoscenti che ne parla, forse è il caso di fare una ricerca su Google, magari in inglese, con la speranza di avere un maggior numero di risultati.

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Leggiamo su diverse testate estere, di cui i giornali italiani ancora non parlano, che Homs, oltre ad esistere veramente, perché non si può mai dar nulla per scontato, si trova in Siria ed è una città in cui si combatte, è al centro del conflitto siriano. Tendenzialmente quando non ne parla nessuno siamo davanti ad una fake news.

L’informazione è coerente con la realtà?

Di questo attacco non ne parla proprio nessuno però come facciamo a fidarci di Mario? Continuiamo a fare ricerche su Homs e scopriamo che c’è stato un lungo assedio, ormai finito, tra le forze ribelli e il governo e che dell’Isis non ce n’è mai stata traccia.

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Magari la città è un’altra oppure non si tratta dell’Isis, un errore di traduzione ci sta sempre, forse una vecchia notizia che ha ripreso a circolare e così continuiamo a cercare e scopriamo che fino ad ora non c’è stata nessuna incursione “via terra” dei soldati statunitensi.

C’è coerenza tra la foto e la notizia?

Dopo un po’ abbiamo scoperto che Mario, che alle superiori aveva 4 ad inglese, non ha capito nulla dell’articolo del New York Times e che gli Stati Uniti avevano valutato una serie di obiettivi strategici tra i quali un paesino dove c’era stato un recente scontro tra i ribelli e l’Isis. La notizia che ci ha dato Mario è sbagliata ma in effetti era stata liberata una città dalle forze dell’Isis e la foto che ha pubblicato non c’entra nulla. La foto sarà vera e riguarderà altro, magari è l’Iraq.

Da dove viene la foto?

Decidiamo di capire cosa riguarda la foto e dalla nostra parte abbiamo un pacchetto di strumenti da poter usare: dati exif, geolocalizzazione, Tineye, Google Maps e Google Image. I dati exif (questa roba brutta qua) spesso si perdono quando si salva un’immagine trovata sui social e su internet in generale, così come la geolocalizzazione.

Google Maps lo possiamo usare solo nel caso in cui c’è un punto di riferimento noto della città, oppure abbiamo un indirizzo e vogliamo fare un confronto.

TinEye e Google Image, invece, caricando la foto in questione ricercano tutte le corrispondenze e se la troviamo con date precedenti e risoluzioni maggiori allora la foto più vecchia e con la risoluzione più alta è l’originale. Lo facciamo pure noi e scopriamo questo:Immagine

Mario è un po’ cazzaro e purtroppo non è l’unico ad esserlo. Quindi verificate sempre quello che vedete sui social e se pensate che questa “guida” sia utile, inviatela a tutti i vostri amici.

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