Foto con le braccia conserte. Ecco perché i candidati continuano a sbagliare.

Nella vita, ogni tanto qualcuno lo dimentica, io faccio politica e in questi giorni, a poco più di un mese dalle elezioni amministrative dell’11 Giugno, la mia home di Facebook si sta riempiendo di centinaia di “santini” elettorali e nuove foto di profilo di amici e amiche candidate con le braccia conserte, una posa che non c’è mai stata manco per sbaglio in una qualsiasi immagine di profilo.

Qualcuno penserà che è un problema che riguarda quei partiti, quei politici che alle spalle non hanno agenzie di comunicazione, staff e comitati elettorali e quindi ci può stare che uno segua le mode e si ispiri a ciò che lo circonda. Eppure durante le amministrative romane dello scorso anno la comunicazione del M5S, movimento, che sotto alcuni punti di vista, ha rivoluzionato il modo di comunicare in politica, ha fatto posare tutti i suoi candidati a braccia conserte e con un outfit aziendale.

“Le foto hanno un potere molto forte, perché il linguaggio con cui trasmettono i messaggi è molto diverso da quello delle parole..” lo scrivevo qui “..è un linguaggio che parla con più rapidità e facilità alle emozioni e alla nostra parte irrazionale a differenza delle parole.”

CAMPING WALKTHROUGHS NO. 6

Così senza fare troppi giri di parole, mi soffermo sulla posa delle “braccia conserte” utilizzata per trasmettere forza, capacità, competenza, potere e autorevolezza.

Questo format lo abbiamo importato dagli Stati Uniti e in principio per promuovere i CEO o General Manager di grandi compagnie, i guru della comunicazione non verbale americana, ovvero quelli che provano a vendere anche secchi bucati, hanno sostenuto che non fosse vero che le braccia conserte fossero un segnale di chiusura ma che dipendesse esclusivamente dalla posizione delle mani.

Sarà anche vero che le mani hanno una loro importanza, trovate voi un italiano che dice una frase senza spiegarla più con le mani che con le parole, però queste teorie sono abbastanza false.

Gran parte del linguaggio del corpo è istintivo, nel senso che nessuno ti insegna da bambino che quando sei triste devi avere un certo sguardo e una certa postura, poi che ci sia qualcuno che ti spiega cosa significano quelle posture, cosa trasmettono, come usarle e come imitarle è un’altra storia.

Quello che hanno provato a fare gli statunitensi è stato piegare al loro volere e convenienza qualcosa che nel “linguaggio del corpo” in una qualunque situazione viene evidenziato come un segnale di chiusura e, salvo il caso che sia proprio il messaggio che vuoi mandare, è assolutamente da evitare.

Mi dispiace, manco troppo, per gli statunitensi ma non si può cambiare significato al linguaggio del corpo, perché fa riferimento alla nostra parte più “animale” e “naturale”, priva delle convenzioni sociali e delle sue storture e così come la posizione della coda del gatto indica messaggi ben precisi lo fa anche la postura del nostro corpo.

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