Foto con le braccia conserte. Ecco perché i candidati continuano a sbagliare.

Nella vita, ogni tanto qualcuno lo dimentica, io faccio politica e in questi giorni, a poco più di un mese dalle elezioni amministrative dell’11 Giugno, la mia home di Facebook si sta riempiendo di centinaia di “santini” elettorali e nuove foto di profilo di amici e amiche candidate con le braccia conserte, una posa che non c’è mai stata manco per sbaglio in una qualsiasi immagine di profilo. Continua a leggere

Vero o falso? Come scoprirlo con una foto

Ogni tanto capita che la mia home passi dal mostrarmi solo foto di carbonare e gattini al tempestarmi di post con le fotografie di guerra, spesso sono le stesse e alcune volte vengono utilizzate a distanza di tempo come “prova” di attacco, un bombardamento o un massacro di civili e viene, forse, naturale chiedersi se sia o meno una fake news quella che si sta leggendo, per questo conviene sempre verificare e poi condividere. Continua a leggere

Perché ci piacciono le foto con blu.

Ormai è un dato di fatto che ogni colore ci stimola in modo differente a livello psichico e fisico, i colori prevalenti nel nostro abbigliamento rivelano il nostro umore e i tratti caratteristici della nostra personalità e le statistiche di Instagram ci dicono che le foto che hanno come colore prevalente il blu, con tutte le sue sfumature, prendono in media il 24% dei mi piace in più delle fotografie che presentano il colore rosso. Continua a leggere

Quante foto sono caricate sui social?

Se sei qui, te lo sei chiesto pure te, deve essere una giornata particolarmente noiosa per cercare risposte a domande del genere. La fotografia analogica, quella con il rullino, nel 2000 ha raggiunto il suo anno di massimo splendore con circa  85 miliardi di fotografie, un dato che può aiutare come punto di riferimento.

Oggi gran parte delle foto che vengono scattate con lo smartphone finiscono in pochi secondi sul web. KPCB, che ogni anno redige un rapporto sulla crescita del web e le nuove tendenze, ha raccolto ed elaborato i dati su quante foto sono caricate ogni giorno online, sui social e sui siti.

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Fino al 2011, anno in cui usavamo Facebook già da qualche anno, io mi sono iscritto nel 2008, i blog erano ancora nel pieno delle loro attività, le foto caricate online superavano di poco i 300 milioni al giorno, 9 miliardi al mese, quasi 110 miliardi l’anno, che non sono poche. Il 2011 si chiuse con 375 miliardi di foto scattate, di cui 110 online, in un solo anno si fotografò circa il 10% di tutto il patrimonio fotografico mondiale, dal 1826 al 2011.

Il 2015, invece, si è chiuso con oltre 3mld di fotografie online pubblicate ogni giorno.

Una crescita così elevata, un boom della condivisione, è determinata da diversi fattori: sempre più persone hanno accesso ad internet da mobile, le fotocamere degli smartphone sono più potenti ed è diminuito anche il costo per la connessione, sia per l’utente che per chi fornisce il servizio e questo ha fatto in modo che sempre più persone abbiano avuto la possibilità di iscriversi sui social.

  • Su Flickr sono iscritte 112milioni di persone e sono caricate 11miliardi di foto,
  • Instagram ha raggiunto quota 600milioni di utenti, in 6 anni, con oltre 40miliardi di foto,
  • Facebook con 1,86 miliardi di utenti e ogni minuto, in media, sono caricate 136mila foto per un totale di oltre 250miliardi di fotografie caricate.

Adesso forse vi stupirò, Facebook non è il social dove carichiamo più foto ogni giorno e neanche Instagram. Le piattaforme con più upload di fotografie, appena scattate e subito condivise, sono Snapchat e WhatsApp. Sulla prima soli 160 milioni di utenti condividono circa un miliardo di foto ogni giorno (Snaps), che dopo un periodo di tempo spariscono e sulla seconda gli utenti hanno superato da poco superato il miliardo e le foto inviate ogni giorno 1.6 miliardi.

La gestione e l’archiviazione di questi dati ha costi sempre maggiori per questo motivo Facebook e le sue costole hanno deciso di adottare la funzione storie.

Se avete letto fino a qui sono passati due minuti: sono state condivise circa 334 mila foto.

Beoncam: il futuro della fotografia è a 360°?

Le prime foto a 360° le abbiamo viste su Google Maps, poi, Facebook le ha introdotte nel luglio del 2016 e nel mese di novembre 2016, il New York Times ha lanciato The Daily 360, una serie di video a 360 gradi per raccontare gli attacchi aerei sauditi, la violenza in Siria, e altro ancora.

Per questo motivo sono stati sviluppati diversi accessori per smartphone e fotocamere per scattare a 360°: Insta360, la Allie 360, il Nico360, la Insta360 Pro, questo senza contare le telecamere a 360 gradi di Nokia, Samsung, LG, Huawei, e anche Kodak, che tutti davano per morta dopo la storia dei rullini e il passaggio al digitale.

Beoncam, prodotto dalla Spacemap di Singapore, va un po’ oltre. E’ la prima fotocamera che può essere alloggiata dentro il cinturino di un orologio, appositamente realizzato dalla Spacemap. Ha un sensore ottico di 24,5 millimetri x 46,6 millimetri, cattura immagini da 5 megapixel, e video fino a 1.200×1.200 di risoluzione, può scattare dai 190° ai 360° e possiede un giroscopio che orienta la posizione della fotocamera quando si scatta. Inoltre, proprio perché può essere indossato come un orologio è resistente all’acqua.

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Il dispositivo può essere associato, con bluetooth e wi-fi, ad uno smartphone, apple o android, tramite un’app che consente la gestione della fotocamera, l’editing delle foto e la loro condivisione sui social.

Il grande vantaggio è che può permettere di fotografare e filmare il tutto, della vita quotidiana delle persone, che si tratti di tempo libero o durante l’attività fisica, senza dover portare in giro attrezzature ingombranti, anche uno smartphone, rispetto ad un orologio, risulta ingombrante. Entro la fine del 2017 l’azienda metterà in vendita tutta una serie di accessori tra cui un cinturino da polso, un treppiede, un cinturino per il manubrio della bicicletta, un cavo USB, un panno per lenti, una custodia per il trasporto, e un involucro impermeabile. Il tutto acquistabile dal loro sito.Il costo, al netto di tutti gli eventuali gadget, non proibitivo può rendere questa fotocamera un eventuale regalo di natale e farlo finire ai polsi di molti.

Però il 360° se vuole diventare il futuro della fotografia dovrà essere integrato anche sui social della fotografia come Instagram, Flickr o 500px, per dirne alcuni.

Perché Salvini si fa i selfie?

Lo so, iniziare la giornata, anzi la settimana, con una raffica di selfie di Salvini potrebbe non essere il massimo. Era da qualche giorno che ci pensavo, dopo le reazioni alla speculazione politica fatta da Matteo su Rigopiano, così sono andato a spulciare gli album fotografici di un po’ di politici.

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Ognuno di noi ha una propria strategia comunicativa, alcune sono più costruite di altre, dipende sempre dagli scopi e in politica uno degli obiettivi base è creare consenso e lo si fa con slogan, mantra ripetuti all’infinito, grafiche, video e foto, che devono avere una loro coerenza e dietro c’è tanto studio e tanto lavoro. In tutto questo, però, l’eccessivo uso dei selfie sembra stonare un po’. Insomma, le mode sono mode e in tanti si sono fatti i selfie, Obama, Renzi, la Merkel, Di Battista e tanti altri ma Salvini esagera.

Per farvi un esempio del raduno a Coblenza delle destre europee abbiamo due storytelling diversi.L’iniziativa è la stessa, i vestiti e i sorrisoni anche ma sono due mondi completamente diversi. Nella prima i leader delle destre europee sembrano il cda di una multinazionale, nella seconda il post-cena del sabato. Il punto è proprio questo. Tutti i suoi riferimenti politici, in Europa e non, così come gli avversari politici italiani cercano di darsi un tono istituzionale.

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Sulla pagina della Le Pen

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Sulla pagina di Salvini

 

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Marine Le Pen (Front National)

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Marcus Pretzell (Alternative fur Deutschland)

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Poi c’è Salvini. Salvini è riuscito a praticare quello che Grillo predica bene ma razzola male, il dogma dell’antipolitica e dell’anticasta, per il semplice motivo che tutti gli esponenti di spicco del Movimento 5 Stelle stanno provando a costruirsi anche un’immagine più formale, con risultati ancora da vedere, mentre il leader della Lega cerca di allontanarla il più possibile e cosa c’è di meno formale e convenzionale di un selfie per un leader politico?

Un selfie ti fa sembrare meno noioso, riduce la distanza, mette in contatto diretto, senza intermediari, se non lo smartphone, non c’è un fotografo professionale o un evidente costruzione della foto. Anche se sappiamo che prima di pubblicarne uno, ci facciamo almeno 10 selfie da 10 punti di vista diversi e poi un’aggiustata di filtri su Instagram. E’ così che Matteo Salvini prova a colmare l’abisso tra la politica e i cittadini, soprattutto con i giovani, usando i selfie. Purtroppo e per fortuna è un po’ più complesso risanare questo rapporto e non basta adottare una strategia comunicativa.

Proprio per questo motivo farsi un selfie sui luoghi del dolore, durante le passerelle per racimolare qualche voto, in cambio di qualche vuota promessa, è a tratti inopportuno.

Davvero si vede il Circeo da Campocatino?

Ancora una volta, sul gruppo Facebook di “VIVI CIOCIARIA“, una foto divide gli utenti. Sabato viene pubblicato uno scatto secondo il quale da Campocatino, che supera i 1800 msl, si riescono a vedere i profili del monte Circeo, distante 80km, e delle isole di Ponza e Palmarola, che sono a quasi 100km. Continua a leggere