Quante foto sono caricate sui social?

Se sei qui, te lo sei chiesto pure te, deve essere una giornata particolarmente noiosa per cercare risposte a domande del genere. La fotografia analogica, quella con il rullino, nel 2000 ha raggiunto il suo anno di massimo splendore con circa  85 miliardi di fotografie, un dato che può aiutare come punto di riferimento.

Oggi gran parte delle foto che vengono scattate con lo smartphone finiscono in pochi secondi sul web. KPCB, che ogni anno redige un rapporto sulla crescita del web e le nuove tendenze, ha raccolto ed elaborato i dati su quante foto sono caricate ogni giorno online, sui social e sui siti.

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Fino al 2011, anno in cui usavamo Facebook già da qualche anno, io mi sono iscritto nel 2008, i blog erano ancora nel pieno delle loro attività, le foto caricate online superavano di poco i 300 milioni al giorno, 9 miliardi al mese, quasi 110 miliardi l’anno, che non sono poche. Il 2011 si chiuse con 375 miliardi di foto scattate, di cui 110 online, in un solo anno si fotografò circa il 10% di tutto il patrimonio fotografico mondiale, dal 1826 al 2011.

Il 2015, invece, si è chiuso con oltre 3mld di fotografie online pubblicate ogni giorno.

Una crescita così elevata, un boom della condivisione, è determinata da diversi fattori: sempre più persone hanno accesso ad internet da mobile, le fotocamere degli smartphone sono più potenti ed è diminuito anche il costo per la connessione, sia per l’utente che per chi fornisce il servizio e questo ha fatto in modo che sempre più persone abbiano avuto la possibilità di iscriversi sui social.

  • Su Flickr sono iscritte 112milioni di persone e sono caricate 11miliardi di foto,
  • Instagram ha raggiunto quota 600milioni di utenti, in 6 anni, con oltre 40miliardi di foto,
  • Facebook con 1,86 miliardi di utenti e ogni minuto, in media, sono caricate 136mila foto per un totale di oltre 250miliardi di fotografie caricate.

Adesso forse vi stupirò, Facebook non è il social dove carichiamo più foto ogni giorno e neanche Instagram. Le piattaforme con più upload di fotografie, appena scattate e subito condivise, sono Snapchat e WhatsApp. Sulla prima soli 160 milioni di utenti condividono circa un miliardo di foto ogni giorno (Snaps), che dopo un periodo di tempo spariscono e sulla seconda gli utenti hanno superato da poco superato il miliardo e le foto inviate ogni giorno 1.6 miliardi.

La gestione e l’archiviazione di questi dati ha costi sempre maggiori per questo motivo Facebook e le sue costole hanno deciso di adottare la funzione storie.

Se avete letto fino a qui sono passati due minuti: sono state condivise circa 334 mila foto.

Beoncam: il futuro della fotografia è a 360°?

Le prime foto a 360° le abbiamo viste su Google Maps, poi, Facebook le ha introdotte nel luglio del 2016 e nel mese di novembre 2016, il New York Times ha lanciato The Daily 360, una serie di video a 360 gradi per raccontare gli attacchi aerei sauditi, la violenza in Siria, e altro ancora.

Per questo motivo sono stati sviluppati diversi accessori per smartphone e fotocamere per scattare a 360°: Insta360, la Allie 360, il Nico360, la Insta360 Pro, questo senza contare le telecamere a 360 gradi di Nokia, Samsung, LG, Huawei, e anche Kodak, che tutti davano per morta dopo la storia dei rullini e il passaggio al digitale.

Beoncam, prodotto dalla Spacemap di Singapore, va un po’ oltre. E’ la prima fotocamera che può essere alloggiata dentro il cinturino di un orologio, appositamente realizzato dalla Spacemap. Ha un sensore ottico di 24,5 millimetri x 46,6 millimetri, cattura immagini da 5 megapixel, e video fino a 1.200×1.200 di risoluzione, può scattare dai 190° ai 360° e possiede un giroscopio che orienta la posizione della fotocamera quando si scatta. Inoltre, proprio perché può essere indossato come un orologio è resistente all’acqua.

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Il dispositivo può essere associato, con bluetooth e wi-fi, ad uno smartphone, apple o android, tramite un’app che consente la gestione della fotocamera, l’editing delle foto e la loro condivisione sui social.

Il grande vantaggio è che può permettere di fotografare e filmare il tutto, della vita quotidiana delle persone, che si tratti di tempo libero o durante l’attività fisica, senza dover portare in giro attrezzature ingombranti, anche uno smartphone, rispetto ad un orologio, risulta ingombrante. Entro la fine del 2017 l’azienda metterà in vendita tutta una serie di accessori tra cui un cinturino da polso, un treppiede, un cinturino per il manubrio della bicicletta, un cavo USB, un panno per lenti, una custodia per il trasporto, e un involucro impermeabile. Il tutto acquistabile dal loro sito.Il costo, al netto di tutti gli eventuali gadget, non proibitivo può rendere questa fotocamera un eventuale regalo di natale e farlo finire ai polsi di molti.

Però il 360° se vuole diventare il futuro della fotografia dovrà essere integrato anche sui social della fotografia come Instagram, Flickr o 500px, per dirne alcuni.

Storie che non durano. L’amore non c’entra, parlo dei social.

Se avete aperto il link sperando che vi dessi consigli su come rilanciare la vostra coppia mi dispiace, io l’avevo detto. Qui leggerete solo dell’onnipresente funzione “Storie” sui maggiori social.

Snapchat è nato così, un social di sole storie, molto usato dai giovani americani, e quando Mark Zuckerberg non è riuscito ad acquistarlo ha incluso questa funzione prima su Instagram e dopo aver visto che funzionava, piaceva e veniva utilizzata anche su Facebook e Whatsapp. Ora più di un miliardo e mezzo di persone ogni giorno può condividere tutte le storie che vuole e che, però, dopo 24 ore non sono più visibili.

Le storie rispondono, oltre che alla concorrenza, ad un problema per chi gestisce un social network: l’archiviazione dei dati, che ha un costo. Facebook, per esempio, ogni giorno deve immagazzinare cerca 500 terabyte di dati tra foto, video e testi, al contrario, le storie sono archiviate solo per poco tempo e non conservate in eterno. Così ognuno di noi può pubblicare tranquillamente le sue 15 foto di ogni attimo della nostra routine, farlo sapere agli amici e far risparmiare spazio e soldi ai social.

Questo nuovo modo di concepire i social, per me, ha rivoluzionato il senso della fotografia, ed anche dei video, per la prima volta una di quelle che viene definita fonte storica, da cui si può ricavare una conoscenza di un evento e rimane nel tempo come prova, non lo è più, viene meno a questa funzione.

Certo, io sono dell’avviso che le foto, che per noi hanno un grande valore per la nostra memoria e la nostra identità, vadano stampate e che ci saranno sempre foto conservate di un evento però saranno sempre meno le persone che, vedendo i vigili del fuoco operare in un palazzo in fiamme, pubblicheranno una foto sul proprio profilo e sempre di più quelle che pubblicheranno una “storia”, con il risultato di perdere la prova di un fatto.

E’ vero che non tutti noi siamo testimoni di eventi di una certa rilevanza ma non dobbiamo pensare per forza che le foto di quello che mangiamo non interessino a nessuno, perché forse qualcuno fra 200 anni studierà i nostri profili di Facebook, Instagram e Twitter per capire come vivevamo. Un po’ come noi che andando in un museo, insieme alle statue dei grandi condottieri, vediamo gli oggetti della quotidianità che ci raccontano la vita vera di quelle persone.

In tutto questo c’è un po’ d’ironia. Sopratutto che si chiami “storia” una funzione che, dopo 24 ore, gli eventi non li conserva, non li fa ricordare ma li cancella.

Sguardo sulle borgate

“Ammiro la periferia per la sua capacità di “frontiera”, sviluppo e capacità di adattamento, cambiamento e proposta. La amo quando è capace di prendersi cura di se. Soprattutto, di fronte all’incuria e al disinteresse generale.” Pas

Da quando si sono accesi i riflettori mediatici sulle periferie, trasformando un tema sociale in un argomento da talk show, si è costruita una narrazione negativa e pessimista del territorio e delle persone che lo abitano. La periferia è diventata sinonimo di degrado, malaffare, criminalità e persone abbandonate a se stesse nell’assenza delle istituzioni. Continua a leggere

Dove va la fotografia?

 

2016_popular_photo_categoriesE perché è importante saperlo.

La fotografia, come tutti gli aspetti della nostra vita, è soggetta a mode, più o meno temporanee, che possono influenzare lo stile fotografico di tutti, professionisti e non, chi per sperimentare, chi per entrare in una cerchia ed affermarsi in un settore, chi per non restare fuori e per tutte le umane motivazioni per cui veniamo coinvolti da una moda. Continua a leggere

Perché le foto sono importanti

Ho fatto un incontro un po’ particolare, forse, qualcuno avrà litigato con la macchina fotografica.

E’ curioso come un piccolo oggetto possa aprire una voragine e permettere ad una miriade di ricordi dell’infanzia di riemergere; la mia camera trasformata in un laboratorio per sviluppare le pellicole, le scatole piene di rullini al rientro dalle vacanze e un modo diverso di vivere la fotografia. Continua a leggere